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    19 ottobre 2006 - Loris Asoli

    I soggetti dell’economia solidale

    L’associazione Rees Marche è aperta a tutti coloro che ne condividono gli scopi, senza limitazioni di sorta. Ma a quali soggetti economici si rivolge in primo luogo l’economia solidale?

    Le persone fisiche possono essere tutte interessate all’economia solidale, sia come consumatori, sia come risparmiatori, sia come lavoratori., sia come volontari, anche pensionati, che desiderano essere d’aiuto nelle varie attività., sia come studenti interessati a questo tema.

    Per quanto riguarda le imprese, invece, a chi si rivolge, in particolare l’economia solidale?
    Vicine all’Economia solidale sono le imprese di alcuni settori produttivi che hanno fatto una o più scelte di tipo etico. Un elenco di tali settori può essere il seguente:

    1. Commercio equo e solidale
    2. Agricoltura biologica
    3. Cooperazione / cooperazione sociale
    4. Cooperazione internazionale
    5. Finanza Etica
    6. Gruppi di Acquisto Solidale / Consumo critico
    7. Imprese di settori ecologici o “etici” vari
    a. bioedilizia
    b. bioarchitettura
    c. energie rinnovabili
    d. detergenti e cosmetici ecologici
    e. vernici ecologiche
    f. tessuti ecologici
    g. gestione ecologica dei rifiuti
    h. esperienze di riciclo e riuso
    i. turismo responsabile o sostenibile
    j. artigianato artistico
    k. medicine non convenzionali
    l. assicurazioni etiche
    m. telefonia etica
    n. software open source
    o. agenzie di informazione alternativa

    Oltre alle imprese di questi settori, possono essere convertite all’Economia solidale, tutte le imprese produttive (individuali o societarie, piccole, medie e grandi) di tutti i settori, le quali vogliano attenersi ai suoi criteri. In particolare piccole imprese di artigianato, servizi, commercio, ecc.
    Questo anche perché l’economia solidale è orientata a sostenere tutto il tessuto produttivo e commerciale locale, al fine di mantenere in zona tutte quelle attività che producono beni e servizi utili alla collettività locale.
    L’economia solidale si oppone quindi ai processi di distruzione dell’economia locale legati alla globalizzazione sfrenata. Non si vede alcun senso nel distruggere il tessuto produttivo locale, solo perché ora si possono ottenere a prezzi più bassi gli stessi prodotti fatti fare in zone del mondo dove ci sono salari molto più bassi e scarsa tutela del lavoro e approfittando di cambi valutari ingiusti fra monete e del dominio finanziario, bancario, tecnologico e militare dei paesi forti sui paesi più deboli. Questi processi, di delocalizzazione della produzione, analizzati in sé, nella realtà dei processi fisici che comportano, sono molto più dispendiosi e socialmente costosi ed ecologicamente insostenibili,.in quanto hanno bisogno di trasporti molto più lunghi e costosi, generando molto maggiore inquinamento, molta maggiore emissione di anidride carbonica e un più consistente aumento dell’effetto serra, con tutte le conseguenze negative sull’ambiente.
    In un mondo solidale le conoscenze tecniche vengono trasmesse ed ogni popolo è messo nelle condizioni di prodursi localmente i beni di maggiore necessità (cibo, bevande, vestiario, abitazioni, mobili, oggetti di artigianato per la casa, servizi alla persona, ecc).
    Dovrà dipendere soprattutto dal tipo di prodotto o servizio, se i beni dell’attività produttiva saranno destinati principalmente agli abitanti di un comune o di un comprensorio o di una provincia o di più province o di una regione o di più regioni, o di tutta la nazione o anche di altre nazioni e stati.
    In sostanza possono rientrare nell’Economia solidale ed essere da essa sostenute tutte le piccole attività produttive e commerciali locali (artigianato artistico, piccole fabbriche, commercio locale e soprattutto quello che sostiene i prodotti locali, agriturismo, turismo, servizi alla persona e alle imprese, ecc.).
    Il collegarsi, all’interno di Rees Marche, di un ampio tessuto produttivo, permetterebbe anche l’avvio di esperienze d’avanguardia, come la creazione di una moneta complementare regionale, così come sta avvenendo in varie parti del mondo, compresa la vicina Germania

    Molto importante è anche l’adesione a Rees Marche del tessuto associativo regionale, in sintonia con le sue finalità: Associazioni ambientaliste, di volontariato, di promozione sociale, sindacali, ecc.

    Infine sono interessati all’Economia solidale anche gli Enti pubblici locali (in particolare i comuni, ma anche le Province e la Regione), attraverso tre vie:
    1. condivisione del progetto dell’Economia solidale e sostegno allo sviluppo dei distretti e delle imprese dell’Economia solidale
    2. interesse a voler applicare i principi dell’ Economia solidale anche nelle pratiche economiche di propria competenza (erogazione beni e servizi pubblici)
    3. volontà di attivare forme di partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni (bilancio partecipato, ecc.)

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