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    I giovani favolosi si riappropriano della città

    La loro associazione avanza la proposta di adottare quell’angolo dei giardini pubblici, che si trova proprio sotto al loro circolo, disposti a mettere in campo tutta la loro volontà e fantasia e magari stringere, come associazioni, dei contratti di volontariato con altri giovani. “Vogliamo rivivere e colorare i nostri luoghi d'incontro e di cultura attraverso progettazioni partecipate. Azioni collettive come queste andrebbero prese come esempio di crescita dal basso.”
    15 dicembre 2016 - Orlando Marchetti (Redazione Rees Marche)
    Fonte: Radio_Erre.net - 15 dicembre 2016

     

     

    Sacchi interi di rifiuti portati via dalla vasca dei giardini pubblici, posta nella parte inferiore del polmone verde del centro storico, divenuta col tempo, per il suo stato di degrado, un ricettacolo di qualsiasi rifiuto, dalle lattine alle cartacce ed altro, pascolo ideale per animali di ogni genere. A farlo non sono stati gli operai del Comune, come è avvenuto nel maggio scorso, ma un gruppo di giovani armati di scope, rastrelli, spazzoloni e tanta, tanta buona volontà e rabbia nel vedere ridotto in quelle condizioni un angolo così bello della città.

    I giovani fanno parte dell’associazione “Arci la Serra” che gestisce il vicino circolo giovanile e sono convinti che bisogna assolutamente far qualcosa per dare un volto nuovo ai tanti angoli e spazi della città in cui regna l’abbandono. Basta un po’ di fantasia e un progetto che possa coinvolgere tanti giovani, anche gli stessi vandali che si divertono a distruggere.

    “Ebbene la loro rabbia, ci dice convinto Riccardo Cantabè, bisognerebbe trasformarla in creatività”. E’ stato lui, insieme ai suoi amici dell’associazione, Giacomo Menghini, Ali Zhiti e Rudi Cereni, a ridare alla vasca un aspetto decisamente più decoroso e a ripulire il piano basso dei giardini. Un bel gesto, neppure concordato con le istituzione che in questo caso se lo sono trovato bello che pulito senza spenderci neppure un euro.

    Certo oggi la vasca si presenta pulita, ma fino a quando si chiedono questi ragazzi volenterosi? “E’ necessario, dicono, creare un progetto per farla funzionare e renderla sicura perché nel suo perimetro ci sono diversi tratti mancanti di protezione e la struttura è tutta un po’ fatiscente.”

    La loro associazione avanza la proposta di adottare quell’angolo dei giardini pubblici, che si trova proprio sotto al loro circolo, disposti a mettere in campo tutta la loro volontà e fantasia e magari stringere, come associazioni, dei contratti di volontariato con altri giovani. “Vogliamo rivivere e colorare i nostri luoghi d'incontro e di cultura attraverso progettazioni partecipate. Azioni collettive come queste andrebbero prese come esempio di crescita dal basso.” 

    Il loro impegno potrebbe essere il primo tavolo di lavoro per la Consulta giovani costituitasi di recente. 

    I ragazzi dell' associazione Arci "La Serra"

    Ecco lo spirito che anima questi giovani dell'associzione bene spiegato in questo scritto di Riccardo Cantabè

    Oggi piu che mai Eravamo affiatati, stufi, e anche un po arrabbiati sulle modalita' di controllo e pulizia della fontana, ci siamo chiesti molte volte, e ormai da piu generazioni, quando avremmo potuto vedere una riuscita creativa in termini di gestione professionale del luogo sottostante la nostra associazione, "Arci la Serra". Negli ultimi periodi ci stiamo battendo per una rigenerazione culturale e valori comuni. Di fatti, noi tutti come cittadini di Recanati e del Mondo siamo spinti da etica di fratellanza e ci sentiamo custodi del bene comune, la ricerca, dunque, si direziona verso soluzioni vere e creative, cioe' far rivivere e colorare i nostri luoghi d'incontro e di cultura, attraverso progettazioni partecipate. Lo sviluppo di comunità è uno degli approcci più efficaci e promettenti per costruire coesione sociale e promuovere la qualità della vita nelle realta' locali.

    Perche' Comunita' ?  in Primis, Comunità è una parola di origine latina: viene da communitas, derivato di communis "che compie il suo incarico (munus) insieme con (cum) altri"; è presente nella lingua italiana sin dal 13° secolo e viene utilizzata per indicare un insieme di persone unite dalla "razza", dal territorio, dalla lingua, dalla religione, dalla professione e così via. Che strumenti ci porta ? Quale e' il mezzo con cui possiamo collaborare per sognare, progettare, Creare, Giocare, idealizzare e Amare ? vi sveliamo un segreto....Comunicare !

    Azioni collettive come queste andrebbero prese come esempio di crescita dal basso, etiche e principi solidali sono i promotori e gli sponsor per una rigenerazione comune.La voglia di fiducia, tolleranza e solidarieta' sono alimento di un sistema civico cittadino e mondiale. Ricordandoci che solo attraverso il desiderio dell'impossibile ci si apre alle concrete vie del possibile ! Giovani o no, siamo tutti partecipanti attivi alla vita e al rispetto del prossimo riconosciuto come nostro alter ego, cioe' un fratello umano. Chi si prendera' le responsabilita' su cio' che ci accomuna, che ci unisce,ci abbraccia e ci fa prendere posizioni di fronte all'altro, alla sua esistenza concreta, se non la comunita'? Dialogare, comunicare e aprirsi agli interessi dell'altro, in forme partecipative comuni, smaschera la setta degli individualismi, delle etichette paesane, ci libera dal giudizio e ci pone di fronte alla vera cultura dell'essere noi, insieme, diversi ma uguali. E qui mi rifaccio al nostro Giacomo L., alla caduta delle illusioni e la scoperta del "vero", alla consapevolezza che la vita è solo un inganno illusorio ma che per noi puo tramutarsi in un semplice e bellissimo sogno fatto di amore, fratellanza e di condivisione. Con questo vogliamo e speriamo che le nostre future azioni possano contribuire alla gestione professionale e alla crescita del bene comune attraverso un approccio creativo, per una citta' che chiede e aspira essere Testimone di Cultura internazionale. Chiediamo quindi la sensibilizzazione da parte del comune di Recanati nell'istituire organi ricreativi basati sul volontariato e sulla didattica in qualita' Produttiva, Funzionale ed Estetica. Riesumiamo inoltre l'articolo Secondo della costituzione in cui "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". Chiediamo in fine che si presentino alle realta' locali e di sviluppo artistico culturali  progetti sull'eventuale ristrutturazione o presa visione del luogo in esame, che ci sia data visione delle modalita' di progettazione e di equa gestione con la fiducia e il rispetto votato verso le associazioni che arricchiscono e si battono ogni giorno per una crescita culturale condivisa. Con gli incentivi e la solidarieta' comune possiamo sviluppare processi creativi di rigenerazione partecipata nel rispetto delle Etiche e i Principi della comunita'.

     

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